In questa pagina saranno ospitati gli interventi su argomenti di sicuro interesse in ambito ingegneristico -architettonico, del restauro e delle analisi sperimentali.

Facendo riferimento a lavori svolti o in fase di esecuzione, verranno richiamate le NOVITA' TECNICHE e NORMATIVE riguardanti le analisi e sperimentazioni sui materiali, sui monumenti storici, sui manufatti e fabbricati e sulle strutture. In particolare sul quadro normativo per le analisi sismiche sugli edifici strategici.


ANALISI  SISMICHE  E  MONITORAGGI  STRUTTURALI  SUGLI  EDIFICI  STRATEGICI

di FRANCA GAJO ingegnere

Cenni cronologici  del Quadro Normativo

La prima normativa che OBBLIGA alla verifica sismica degli edifici strategici risale all'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 3274 del 2003 che espressamente al comma 3 dell'art.2 recita: " E’ fatto obbligo di procedere a verifica, da effettuarsi a cura dei rispettivi proprietari, ai sensi delle norme di cui ai suddetti allegati, sia degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, sia degli edifici e delle opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un collasso. Le verifiche di cui al presente comma dovranno essere effettuate entro cinque anni dalla data della presente ordinanza e riguardare in via prioritaria edifici ed opere ubicate nelle zone sismiche 1 e 2, secondo quanto definito nell’allegato 1."

Successivamente la sezione rischio sismico della Commissione Nazionale Grandi Rischi ha approvato nella seduta del 30 luglio 2003 un documento nel quale vengono, tra l'altro, fornite indicazioni utilmente applicabili per la realizzazione delle predette verifiche.

Il documento, i cui contenuti sono stati condivisi dal Dipartimento della Protezione Civile che li fa propri per la parte di interesse, definisce tre livelli di acquisizione dati e verifica, da analizzare in funzione del livello di priorità e delle caratteristiche dell'edificio o dell'opera in esame.

Zonizzazione e Categorie

l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 3274 del 2003 fa riferimento al suo allegato 1 per le opere ubicate nelle zone sismiche 1 e 2 ed elenca la ZONIZZAZIONE SISMICA che costituisce, anche dopo l'entrata in vigore delle Norme Tecniche per le Costruzioni del 2008, il riferimento amministrativo utilizzato dai Comuni per l'individuazione della zona sismica su cui far rientrare il proprio territorio. 

L'elenco delle categorie di EDIFICI STRATEGICI di competenza Statale è contenuto nell'Elenco A del Decreto del 21 ottobre 2003 (Dipartimento della Protezione Civile), contenente le disposizioni attuative dell'art.2, commi 2-3-4 della già citata Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 3274 del 20 marzo del 2003.

In pratica TUTTI gli edifici che in parte o tutto ospitano funzioni di comando, supervisione e controllo, sale operative, impianti di trasmissione, banche dati, attività logistica di supporto,....( ospedali, scuole, municipi, magazzini, centrali elettriche e termoelettriche, ecc...) dovranno essere soggetti a quanto stabilito dalla norma per la verifica sismica obbligatoria. Tra le opere ricadenti nella specifica normativa troviamo infrastrutture quali ponti, gallerie, dighe, ecc... 

Livelli di acquisizione dei dati

Il sopracitato documento della Commissione Nazionale Grandi Rischi prevede tre livelli d'acquisizione dei dati sugli edifici e sulle infrastrutture.

Il primo livello (livello 0) prevede esclusivamente l'acquisizione di dati sommari sull'opera ed è applicabile in modo sistematico a tutte le categorie individuate anche in zone di non vulnerabilità sismica.

Si sottolinea il carattere di rilevazione statistica di questo livello di verifica, che esclude la possibilità di utilizzare i dati in modo puntuale per valutazioni  di vulnerabilità di singole strutture. 

I livelli successivi (livello 1 e livello 2) si riferiscono alle categorie di opere ad elevata priorità, coerentemente con quanto indicato nell’ordinanza 20/03/2003, n. 3274 (per esempio in zona sismica 1 e 2 e progettate in epoca antecedente rispetto alla classificazione del territorio del comune nella zona attuale), pur essendo ovviamente applicabili a qualsiasi edificio o opera indipendentemente dal fatto che presenti o meno tali caratteristiche.

I livelli 1 e 2 si differenziano per il diverso livello di conoscenza ed i diversi strumenti di analisi e di verifica richiesti e si applicano in funzione della regolarità della struttura oggetto di verifica.

Scadenze

Le verifiche tecniche degli edifici strategici e delle infrastrutture, fondamentali ai fini di Proyezione Civile e rilevanti in caso di collasso, che avrebbero dovuto svolgersi entro 5 anni dalla data di pubblicazione dell'O.P.C.M. 3274/2003, riguardano in via prioritaria edifici ed opere ubicate in zone sismiche 1 e 2, secondo quanto stabilito dall'ordinanza. Tale scadenza non è stata rispettata in moltissimi casi (nella maggior parte) per cui il legislatore ha dovuto procedere con l'emanazione di una serie di proroghe egli anni successivi.

Il cimma 421 dell'articolo unico della L.228/2012 (Legge di stabilità 2013) proroga al 31/03/2013 il termine di scadenza, prima prorogato al 31/12/2012 dal comma 1 dell'art. 3 del D.L. 216/2011.

Nella Legge di conversione del D.L. 174/2012 viene nuovamente prorogato all'08/06/2013 il termine di verifica della sicurezza ai sensi delle vigenti NCT per le attività produttive, nei casi previsti dall'art. 3, comma 8, del D.L.74/2012.

Al momento attuale non si hanno notizie di altre proroghe, fermo restando la necessità concreta di provvedere comunque e quanto prima alla verifica dello stato degli edifici e delle infrastrutture considerate strategiche ai fini della sicurezza di Protezione Civile.

Si allega il D.P.C.M. del 21 ottobre 2003. Si evidenziano l'Elenco A ed Elenco B dell'Allegato 1

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